Ritratto

Esperienza e Passione

L’esperienza, la passione e la filosofia di un uomo possono rompere pregiudizi radicati nel tempo, così Mattia Vezzola ha reinterpretato il profilo sensoriale del Valtènesi Rosè, il vino più nobile e rappresentativo del Lago di Garda,  rendendolo unico e contemporaneo.

Il confronto e la ricerca hanno fatto sì che attraverso  l’esperienza si potessero raggiungere
obbiettivi e riconoscimenti che lo hanno reso uno dei punti di riferimento nel panorama enologico mondiale.

  • Nel 1973 produce il primo Metodo Classico del Lago di Garda
  • Nel 1984 reinterpreta il vitigno Groppello dandogli la dignità e nobiltà che meritano i grandi vitigni attraverso il vino “Maim”.
  • Nel 1994 dedica alla propria terra un pensiero di riconoscenza alla mente intuitiva di Pompeo Gherardo Molmenti ideatore del primo “Chiaretto” nel 1896, creando un vino che oltre al nome del senatore porta anche tutta la tradizione di una terra vocata come quella della Valtènesi.
  • Nel 2004 ha ricevuto il riconoscimento dall’Associazione Italiana Sommelier come “Miglior Enologo dell’Anno”.
  • Nel 2008, viene nuovamente riconosciuto “Miglior Enologo dell’Anno” dalla Guida Vini d’Italia (Gambero Rosso).
  • Nel 2014, la Fondazione Italiana Sommelier, lo rielegge “MiglioreEnologo italiano per l’anno 2015”.
  • Nel 2015 la Deutschland Sommelier Association durante l’ultima edizione del Prowein a Dusseldorf lo elegge nuovamente miglior Enologo in Germania.
  • Nel 2015 le tre primarie Confraternite del Garda, gli dedicano quale autorevole figlio della Valtènesi, il premio “Palladio Gardesano”.
  • Nel 2016 la Guida VITAE , gli dedica una menzione particolare legata a questa motivazione:
    “Vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati”.